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- Il legame tra selenio e prostata
- L'associazione di zinco e selenio
- I rischi da eccesso di selenio
- Domande frequenti
Il legame tra selenio e prostata
Il selenio è un oligominerale essenziale per l'organismo, ovvero non è disponibile in grandi quantità ma contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, per la normale funzione del sistema immunitario. Partecipa a numerosi processi dell'organismo grazie alle sue reazioni con diversi enzimi.
Per il suo coinvolgimento nella protezione dallo stress ossidativo, il selenio è particolarmente utilizzato in relazione a problemi legati alla prostata.
Diverse selenoproteine contribuiscono a neutralizzare alcuni composti ossidanti, e questo meccanismo aiuta a modulare lo squilibrio tra sostanze ossidanti e sistemi antiossidanti per il benessere dei processi cellulari.
I benefici per la salute prostatica
Il selenio protegge le cellule dallo stress ossidativo e garantisce la salute della prostata, poiché diversi processi ossidativi riguardano questo organo.
Il beneficio del selenio per la salute prostatica va interpretato nel mantenimento di un adeguato apporto di questo micronutriente e del normale equilibrio delle difese antiossidanti, senza considerare l'integrazione ad alte dosi come una strategia specifica per prevenire o trattare le patologie della prostata.
Il ruolo nella prevenzione del tumore
Il minerale selenio è stato studiato in relazione alla prevenzione del tumore alla prostata, per la sua azione contro lo stress ossidativo per la protezione delle cellule dai radicali liberi. Ma non è considerato una cura per il tumore.
In particolare, il Selenium and Vitamin E Cancer Prevention Trial (SELECT), condotto su oltre 35.000 uomini, ha evidenziato che l'integrazione con selenio, assunto da solo o insieme alla vitamina E, non riduceva il rischio di sviluppare un tumore della prostata.
L'assunzione di selenio, anche per questo studio, non dovrebbe essere considerato per la prevenzione del tumore alla prostata. Ma la presenza del nutriente fa si che si sviluppino le normali difese immunitarie per il benessere dell'organismo.
L'associazione di zinco e selenio
Il selenio contribuisce alla protezione cellulare dallo stress ossidativo grazie ai legami delle selenoproteine, mentre lo zinco ripara sempre le cellule dallo stress ossidativo e si occupa anche del normale funzionamento del sistema immunitario, oltre a essere coinvolto in numerosi processi enzimatici e cellulari.
La loro associazione può quindi offrire un supporto complementare alle normali difese dell'organismo, attraverso meccanismi differenti ma correlati per l'equilibrio dallo stress ossidativo.
Il supporto per la prostata ingrossata
La prostata ingrossata è una condizione nota come iperplasia prostatica benigna (IPB) che comporta difficoltà ad urinare, aumenta della frequenza della minzione e getto urinario debole. In questi casi è indispensabile una valutazione medica per capire la vera causa e valutare il trattamento più indicato da seguire.
Il selenio contribuisce alla protezione dallo stress ossidativo e alla normale funzione del sistema immunitario, ma il suo ruolo nutrizionale non deve essere confuso con un'azione terapeutica sulla prostata.
Lo zinco è un micronutriente essenziale presente in concentrazioni particolarmente elevate nella prostata e coinvolto in numerosi processi cellulari. Sopratutto le forme chelate, come lo zinco bisglicinato, sono legate a composti organici e vengono utilizzate in diverse formulazioni di integrazione.
Ma gli studi disponibili non sono sufficienti per affermare che l'integrazione di zinco sia in grado di ridurre il volume della prostata o contrastare direttamente i sintomi dell'IPB.
La sinergia con licopene e serenoa
Il selenio può essere associato ad altri composti studiati nell'ambito della salute prostatica, come il licopene e la Serenoa repens, una pianta utilizzata tradizionalmente in alcune formulazioni dedicate al benessere della prostata.
Il selenio contribuisce alle naturali difese antiossidanti dell'organismo, mentre il licopene è un carotenoide con attività antiossidante. La Serenoa repens, invece, è stata studiata soprattutto in relazione ai sintomi urinari associati all'iperplasia prostatica benigna (IPB).
Grazie all'associazione di Serenoa, licopene e selenio, si possono valutare azioni complementari per la salute dell'organismo in relazione ai sintomi delle basse vie urinarie.
I rischi da eccesso di selenio
Il selenio è un oligominerale, significa che è presente in dosi basse all'interno dell'organismo. In caso di eccessiva presenza di selenio si parla di selenosi.
Secondo l'EFSA, il livello massimo di assunzione tollerabile per gli adulti è di 255 µg di selenio al giorno, considerando l'apporto complessivo proveniente da alimenti e integratori.
Per evitare effetti indesiderati dati da un apporto elevato di selenio è indispensabile tenere sotto controllo i dosaggi indicati e in caso di assunzione prolungata consultare un medico per monitorare la cura.
Gli effetti collaterali del sovradosaggio
Tra i segnali più frequenti dell'eccesso di selenio si trovano: caduta dei capelli, fragilità o perdita delle unghie, sapore metallico in bocca.
Possono inoltre comparire nausea, diarrea, eruzioni cutanee, stanchezza, irritabilità e, nei casi più importanti, alterazioni a carico del sistema nervoso.
Le controindicazioni con la vitamina E
La vitamina E è un nutriente molto importante nell'organismo per la protezione che apporta alle cellule dalle stress ossidativo. In normale quantità si può introdurre attraverso l'alimentazione o sotto forma di integratori per raggiungere l'adeguato fabbisogno.
Un'elevato apporto di vitamina E può aumentare il rischio di sanguinamento e in presenza di terapia che influenza la coagulazione è sempre importante una valutazione medica per evitare effetti indesiderati. Secondo l'EFSA, il livello massimo di assunzione tollerabile (UL) per gli adulti è di 300 mg al giorno, considerando l'apporto proveniente anche dalla dieta.
Quando la vitamina E viene associata al selenio è particolarmente importante valutare la terapia e non eccedere nell'assunzione in quanto partecipano entrambi alla protezione cellulare e una dose maggiore non apporta più benefici.
Domande frequenti
Qual è la vitamina che fa bene alla prostata?
Ci sono diverse vitamine che apportano benefici alla prostata. Vitamina E e Selenio sono solamente due nutrienti studiati per il loro ruolo antiossidante e benefici per la salute della prostata.
Per prendersi cura della prostata è importante integrare i giusti nutrienti attraverso una dieta varia ed equilibrata, e in presenza di sintomi rivolgersi ad un medico per valutare la giusta causa.
Qual è il miglior integratore per ridurre la prostata?
Alcuni estratti vegetali sono stati studiati per il loro ruolo nel miglioramento dei sintomi associati alla prostata ingrossata, ma l'efficacia dipende dalla tipologia e dal tipo di causa che ha scatenato i sintomi.
É sempre importante una valutazione medica prima di intraprendere una cura e capire il trattamento più appropriato.
Lo zinco può fare male alla prostata?
No, un normale apporto di zinco non causa danni alla prostata; anzi è un nutriente particolarmente presente all'interno di questo organo e svolge importanti funzioni fisiologiche. Un sovradosaggio da zinco potrebbe apportare effetti indesiderati, anche per le forme chelate, come lo zinco bisglicinato: la forma utilizzata non elimina il rischio legato a un dosaggio eccessivo.
Rispettare le quantità indicate e considerare l'apporto complessivo di zinco proveniente dall'alimentazione e da eventuali altri integratori è la base per non provocare effetti indesiderati all'organismo.
Il Selenio è un elemento essenziale per l'organismo coinvolto principalmente nell'azione antiossidante e per la normale funzione del sistema immunitario.
Un'alimentazione varia ed equilibrata in associazione ad un'integrazione firmata Tsunami Nutrition, quando è necessaria, è la scelta migliore per dare un importante contributo nutrizionale di questo minerale e un'azione preventiva o terapeutica sulle patologie della prostata.